giovedì 18 settembre 2014

RECENSIONE: 'La distanza da Helsinki', Raffaella Silvestri

Buon pomeriggio.
Oggi, come promesso dall'elenco delle recensioni in arrivo, ecco quella del libro 'La distanza da Helsinki', scritto da Raffaella Silvestri, finalista del primo talent-show letterario italiano.

Raffaella Silvestri
La distanza da Helsinki

Viola e Kimi non potrebbero essere più diversi. Lei vive a Milano, ha 15 anni molto inquieti, è disordinata e sempre in ritardo. Lui è finlandese, alto e timidissimo, fissato per l'ordine e sempre a disagio. Quando si conoscono a Londra durante un corso d'inglese scoprono di essere, ciascuno a suo modo, isolati dai coetanei e dal mondo che li circonda. E fra loro nasce un amore difficile, segnato dai silenzi più che dalle parole e destinato a turbare la vita di entrambi. "La distanza da Helsinki' racconta le vite irrisolte di Viola e Kimi, lo spazio di un abbraccio che si rompe e si riallaccia negli anni, due ragazzi che si perdono e si inseguono a distanza, tentando di diventare adulti insieme.
‘La distanza da Helsinki’ è senza dubbio un libro particolare. 
Comincia con la storia di due ragazzini che si trovano nella stessa classe d’inglese ad una vacanza studio, e finisce con due adulti che non hanno fatto altro che gettare la loro vita al vento.
E' il racconto delle vite di Viola e Kimi, destinati ad incontrarsi, innamorarsi, e mai a stare insieme per davvero. Un amore un po' sfortunato, ma lasciatemelo dire, sfortunato soltanto a causa dei comportamenti dei due protagonisti, che hanno lasciato che la loro storia si perdesse nel tempo, senza mai cercare di fare qualcosa di veramente significativo per ribaltare la situazione
Per tutta la durata del libro non sono riuscita a capire se mi piacesse o meno. La lettura procedeva abbastanza rapida – anche per merito dei capitoli di due o tre pagine al massimo che ti invogliano a proseguire – ma le cose che mi hanno fatto storcere il naso sono parecchie.
Inizialmente pensavo che fosse la storia di due adolescenti innamorati, ma se è quello che vi aspettate da questo libro, non leggetelo.
Ritengo che la scrittrice abbia talento, ma che questo libro non sia alla sua altezza. Non ho assolutamente concepito il suo modo di terminare la storia. E’ vero che non è detto che debba esserci un lieto fine, ma che sia un finale triste che significhi qualcosa. In questo romanzo invece i protagonisti perdono completamente il controllo delle loro vite e io –forse anche a causa del carattere che mi ritrovo- non l’ho proprio digerito, avrei voluto averli entrambi davanti e schiaffeggiarli ripetutamente.
Nonostante ciò lo stile di Raffaella Silvestri è veramente piacevole, e penso che con la storia giusta possa riuscire ad avere parecchio successo.
E' una recensione davvero corta, ma credo di non avere altro da aggiungere.
VOTO:


Allora, che ne pensate? Qualcuno di voi aveva già sentito parlare del libro o visto il talent?

A presto lettori,
Alice.

6 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro...mi incuriosisce il fatto che siano italiana e finlandese e quello che hai detto riguardo al perdere il controllo delle loro vite...sembra una storia strana

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  2. Ciao! Dunque è un sacco che mi dico: lo compro o non lo compro? Avevo intuito che fosse un romanzo strano...proprio per questo non sono mai stata totalmente convinta. ma chissà...per ora voglia di leggerlo ancora poca!

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    1. Questi sono i libri che vanno letti solo quando capita un'occasione, e te li ritorvi tra le mani senza neanche volerlo!

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  3. Io lo conoscevo e mi aveva incuriosito abbastanza da volerlo leggere, senza precipitarmi nella lettura, in effetti. Ne avevo sentito parlar bene ed è stato questo a intrigarmi, allo stesso tempo capisco che un atteggiamento tanto passivo da parte dei protagonisti sia frustante... credo che rimarrà in "forse, prima o poi, per sbaglio ti leggo"

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    1. Credimi, spesso frustrante è dir poco, ma se se ne presenterà l'occasione, leggilo!

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